20/04/09

Giuseppe Palumbo

Samsara, la città verticale. Poche donne riescono a sposarsi, tutte le altre, molto poche rispetto agli uomini, passano la vita a lavorare per lo stato o negli incubatori come fattrici. Vige un'assoluta sovranità maschile in tutte le strutture di potere.
Il mio nome era Artemisia e non volevo essere una fattrice così fui impiegata come donna delle pulizie al Ministero della Cultura. Lì ho conosciuto Mauso, mio marito. Un candidato del Partito Renovista, della corrente radicale. Conduceva ricerche che avrebbero cambiato la vita della città verticale e delle sue donne.
Mauso pianificava una grande esposizione: "L'impero della Grande Madre". Doveva essere la base teorica per il suo programma di rinnovamento politico.
Mauso morì, ucciso da Kurgan, un killer della Omissis. Chiunque venga a trovarsi fuori dal sistema perfetto di Samsara, è fuori da Samsara. Niente può disturbare il ciclo produttivo e le azioni dell'Omissis erano operazioni preventive per mantenere il controllo del ciclo.
Nella città orizzontale, nei sobborghi dove il governo ha confinato la sua spazzatura, gli uomini e le donne talpa hanno pari dignità. Tutti differenti, tutti uguali.
Chimera mi ha guidato qui, nella città orizzontale. "La Grande Madre ha migliaia di nomi e tra questi c'è il tuo, Artemisia", questo mi ha detto. Chimera mi ha rivelato la mia vera natura. Nel nome della più antica divinità.
Chimera, sacerdotessa della Dea Bianca, una dinastia nascosta, con una missione, tramandata di donna in donna, da madre a figlia: risvegliare il culto della Grande Madre, il suo senso del sacro, e prevenire che il principio femminile venga schiacciato troppo a lungo. Chimera mi ha aiutato a trovare i 432 fossili della Grande Madre e a portarli a Samsara come Mauso avrebbe voluto. Questo è il suo mausoleo.
Ora, io sono la nuova Chimera e Samsara è un posto diverso in cui vivere.
Questa è la storia, raccontata a Ligdamo, mio figlio, di come trovammo il reperto 171, la "Testa Comaneci".

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Queste righe servono a introdurre i contenuti della storia realizzata allo Spazio Gerra di Reggio Emilia, durante l'inaugurazione della mostra "Eternartemisia.org" (per chi volesse saperne di più su tutta la vicenda, rimando a www.eternartemisia.org), disegnata e scritta dal vivo con la colonna sonora di Francesca, voce e anima dei Comaneci. L'emozione e l'idea di questo spin-off della storia di Eternartemisia, invece, sono stati dettati dai fatti di Gaza più recenti, mentre ancora le Erinni sconvolgevano le menti israeliane. E non è un caso se la Palestina diventa una ipotetica Sardegna, terra bombardata anch'essa, per altri versi, ma con la medesima idea irreale e distruttiva a far brillare gli esplosivi...









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1 commento:

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